martedì 10 marzo 2015

Vivere il momento presente

È una scelta.
È la presa di coscienza del tutto.
Semplice.
Facile, non sempre, varia a seconda dei condizionamenti, dei blocchi emotivi e delle dimensione dell’ego.
Cosa vuol dire?

Una cosa semplice è una cosa che per essere spiegata necessita di poche parole.
Una cosa facile è immediata e scivola liscia, fluisce senza incontrare resistenza alcuna.
I condizionamenti sono tutte quelle idee o forme pensiero, cristallizzate nella mente, secondo cui creiamo la nostra vita.
I blocchi emotivi sono tutti quei piccoli traumi registrati e localizzati nella memoria emozionale, a livello inconscio, secondo i quali noi re-agiamo alle situazioni come con uno stampino di fabbrica.
Avere un grande ego significa portarsi un carico di esperienze legate all’IO qui IO li e di conseguenza grandi sofferenze. Avere un piccolo ego significa avere piccole sofferenze da superare. Riuscire ad azzerare l’ego significa non identificarsi più con nulla e vivere nel momento presente qualsiasi cosa.


Dove c’è identificazione c’è attaccamento.
Dove c’è attaccamento c’è sofferenza.
“IO sono questo stato d’animo o questa tale emozione”: io sono triste, io sono felice, io sono arrabbiato, io sono ansioso e così via. Quante volte ci capita di dirlo? A noi stessi o a chi ci circonda.
È un’identificazione.
“Riconosco la paura o la rabbia, sento crescere la gioia o percepisco la pace interiore” sono osservazioni di uno stato, ma non sono identificazioni.
Questo esercizio, l’auto-osservazione, ci permette di decidere di vivere il momento presente, poiché non saranno più le emozioni o gli stati d’animo a vivere la vita ma saremo noi.
Se riconosco uno stato d’animo che non mi piace, dopo averlo osservato, lo ringrazio perché mi ha portato all’attenzione un qualcosa che posso risolvere della mia vita e poi lo lascio andare, decidendo intenzionalmente che “voglio vibrare alto” quindi in piena gioia e con amore.
Ricordandoci sempre che la vita, l’universo, ci porta ciò che siamo (ciò che risuona alla nostra stessa frequenza), è meglio scegliere intenzionalmente di essere in amore, assaporando ogni atomo di vita.

Abbiamo gli strumenti e il potere per farlo, così facendo possiamo creare davvero una vita meravigliosa!

lunedì 9 marzo 2015

Cosa vuol dire creare la nostra vita.

Pensare è creare.



Non ci sono altre definizioni migliori di questa, semplice e diretta.
Forse troppo per la mente, che ha bisogno di percorsi arzigogolati e labirinti in cui perdersi prima di trovare l'uscita o come si suol dire "la quadra" in un certo discorso.
Non abbiamo bisogno di spiegazioni e mattoni da leggere, ma se volete ce ne sono quanti ne desiderate sull'argomento, più lunghi e meno lunghi, semplici o complicati, pieni di citazioni o meno e così via.

La questione è molto semplice, cercate di leggere a cuore aperto e mente libera da altri pensieri ciò che segue:
Tutto è energia, la materia anch'essa è energia (Eistein e gli amici quantistici ce ne danno la prova).
La legge di attrazione, o chiamatela come volete, ci dice che attiriamo a noi ciò che risuona con noi, cosa vuol dire? Che attiriamo ciò a cui pensiamo, attiriamo le cose verso cui indirizziamo i nostri pensieri. Tradotto: il mondo che viviamo è lo specchio del nostro mondo interiore.

Pensatela in grande, allargate la visione alla coscienza collettiva (studiata e provata, ci sarebbe anche l'inconscio collettivo ma fermiamoci alla parte conscia):
Se tutto il mondo o buona parte di esso, è immerso nella paura, cosa creerà secondo voi?

Torniamo al piccolo: tutti vogliamo essere felici, immagino, no? Ma cosa serbiamo nel cuore e soprattutto verso cosa indirizziamo la nostra attenzione quotidianamente?

Siamo anime che vengono qui a sperimentare la vita terrena e imparare per evolvere e diventare sempre più luminose, detto in modo molto semplice, solo che ci dimentichiamo la natura divina quando veniamo alla luce in un corpo umano.
Anche se non ci ricordiamo chi siamo, mi chiedo, vogliamo vivere felici questa esperienza di vita?

Ben sapendo che abbiamo gli strumenti in mano e un potere smisurato per farlo, mi chiedo, cosa aspettiamo per iniziare a farlo?

Ognuno ha il suo percorso, le sue lezioni e i suoi tempi per muovere i passi in questo viaggio, per cui ognuno pensi al proprio percorso.
Ricordiamoci che il mondo esterno rispecchia il nostro mondo interiore, possiamo quindi prendere tutto ciò che ci capita come indizio prezioso per capire cosa stiamo elaborando a livello di pensieri ed emozioni.

Concludo con una domanda molto semplice, che rivolgo a voi: se voglio essere felice ma dentro, nel mio cuore, sono arrabbiata con tutto e tutti, per esempio, cosa potrò mai creare?



mercoledì 4 marzo 2015

Attaccamento e creazione libera

Attaccamento, cosa vuol dire? Rimanere legati a livello mentale ad un oggetto, situazione o persona, senza possibilità di cambiamento ed evoluzione. Il cuore lascia liberi, non tiene legato nulla a sé.

Uno degli eventi della vita che ci può far capire l’attaccamento agli oggetti, è il trasloco.
Quando si organizza un trasloco ci si rende conto di quante cose si siano accumulate nella vita. Dai vestiti alle collezioni di oggetti. Includo anche gli oggetti acquistati seguendo un ottimo proposito, ma lasciati poi a prendere polvere, un esempio? La cyclette da camera o qualsiasi attrezzo ginnico: usata la prima settimana tutti i giorni, la seconda un giorno si e uno no e la terza trasformata in appendiabiti.



Le situazioni che ripetiamo perché legati ad un certo modus operandi, che non cambiamo e non modifichiamo perché “chi lascia la via vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa quel che trova”.
Parlo di qualsiasi azione quotidiana e non, ripetuta nello stesso modo ogni volta, e quante volte capita di entrare in crisi (vissuta a livello di pancia – inconscio) quando siamo costretti a modificare qualcosa?
Ad esempio quante persone tornano anno dopo anno nello stesso posto per le vacanze perché si trovano bene e quindi vanno sul sicuro?
Ma la sicurezza serve solo alla mente, la quale ha bisogno di ancoraggi perché ha paura. Ma siamo sicuri che cambiare sia così pericoloso?
“Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai ciò che hai sempre ottenuto”. A. Robbins
“Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.” A. Einstein
L’unica costante della vita è il cambiamento: dal primo giorno noi cambiamo,  crescere vuol dire cambiare, le nostre cellule si rinnovano ogni secondo, i tessuti e gli organi hanno i loro tempi, ma tutto si rigenera.

L’attaccamento alle persone è tutto mentale. La paura di rimanere soli vi dice niente? Di solito si ha paura della solitudine perché non conosciamo a fondo con chi condividiamo la vita: parlo del nostro bambino interiore. Lo diamo per scontato ignorandolo totalmente. L’amore per lui dov’è? Viene rispecchiato nei rapporti con le persone che ci circondano. Se deleghiamo gli altri per il nostro benessere interiore allora di conseguenza saremo sempre legati a qualcun altro. Quante volte capita con i fidanzati di sentirli come propri? Le persone non sono oggetti, niente è nostro in questa vita, nasciamo e moriamo senza possedere nulla se ci pensate. È solo la mente che rimane attaccata ad una persona ed all’idea connessa ad essa. Ma come i fidanzati così i figli o gli animali.

In conclusione, per quanto riguarda le cose materiali, ho regalato  grandi sacconi di vestiti e scarpe, inutilizzati o messi solo una volta, ho regalato libri ed oggetti di uso comune che non usavo più, ho venduto o regalato mobili e oggetti di arredamento. In termini energetici ho creato del movimento tramite buone azioni di cuore, ho fatto posto ad altre cose che fluiranno nella mia vita.

Per quanto riguarda le relazioni penso che siccome si è in due, come le onde possono viaggiare concordando o discordando così anche le persone: si può viaggiare all’unisono quando entrambe evolvono insieme, se no in qualche modo ci si divide, ma senza attaccamento si capisce che tutto è perfetto così com’è.



Creare vuol dire permettere all’universo di rispondere a ciò che emaniamo noi.
Emanando bisogno di sicurezza, attaccamento e paura, creeremo situazioni in cui le vibrazioni saranno basse e negative, piene di frustrazione, tristezza, rabbia e così via.
Il mondo rispecchia ciò che abbiamo in cuore.
Emanando amore creeremo nella nostra vita situazioni di amore, sorrisi e pace interiore.
Ognuno ha i suoi tempi ed il suo percorso, senza fretta, tutti possiamo arrivare a creare la vita meravigliosa che pensiamo di meritarci (e che l’anima ha deciso per la nostra evoluzione).
Liberi e felici.
“La verità assoluta è che 'l'Io' è perfetto e completo, il vero 'Io' è spirituale e quindi non può mai essere meno che perfetto, non può mai soffrire di mancanze, limitazioni o malattie"
Charles Haanel (1866-1949)



venerdì 27 febbraio 2015

La mente e la salute

Partendo da esempi molto lontani, vi espongo un concetto molto semplice: la mente è uno strumento potentissimo che ci permette di modellare la realtà. Tutto è energia, dai nostri pensieri alla materia, hanno solo densità diverse possiamo dire. Ora, parlando di salute vi riporto qui due nomi del passato che hanno un peso anche nel nostro presente: Ippocrate e Paracelso. Lascio a voi la lettura (breve) del loro pensiero.




"I veri guaritori delle malattie sono le forze naturali che si trovano all'interno dell'organismo»
Ippocrate (460-377 a.C. circa)





Le 7 Regole di Paracelso
Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelsus o Paracelso (Einsiedeln, 14 novembre 1493 – Salisburgo, 24 settembre 1541) è stato alchimista, astrologo e medico svizzero.
1) Migliorare la salute. 
Questo richiede una respirazione, il più spesso possibile, profonda e ritmica, riempiendo bene i polmoni, all’aperto o davanti a una finestra aperta. Bere ogni giorno a piccoli sorsi, circa due litri di acqua, mangiare tanta frutta, masticare i cibi il più perfettamente possibile, evitare alcool, tabacco e medicine, a meno che, per qualche motivo grave, non siate sottoposti a trattamento medico. Fare il bagno giornalmente dovrebbe essere un’abitudine che dovete alla vostra dignità.
2) Bandire assolutamente dalla vostra mente, per qualsiasi ragione, tutti i pensieri di pessimismo, rabbia, rancore, odio, noia, tristezza, vendetta e povertà.
Fuggire come la peste ogni occasione di trattare con persone maldicenti, viziose, vili, mormoratori, pigre, pettegole, vanitose o volgari e inferiori per naturali limiti di comprensione o per argomenti sensuali che costituiscono la base dei loro discorsi o occupazioni. L’osservanza di questa regola è di decisiva importanza: si tratta di cambiare la trama spirituale della vostra anima. E’ l’unico modo per cambiare il vostro destino, perché questo dipende dalle nostre azioni e dai nostri pensieri. Il caso non esiste.
3) Fate tutto il bene che vi è possibile.
Aiutate ogni infelice ogni volta che potete, ma non nutrite mai un debole per qualsiasi persona. Tenete sotto controllo le vostre forze e fuggite da ogni forma di sentimentalismo.
4) Dobbiamo dimenticare ogni offesa, anzi, sforzatevi di pensare bene del vostro più grande nemico.
La vostra anima è un tempio che non dovrebbe mai essere profanato dall’odio. Tutti i grandi uomini si sono lasciati guidare da quella soave Voce Interiore, ma questa non vi parlerà immediatamente, ci si deve preparare per un certo tempo, distruggendo la sovrapposizione di strati di vecchie abitudini, pensieri ed errori che pesano sul vostro spirito, che è divino e perfetto nella sua essenza, ma impotente per la imperfezione del veicolo che gli si offre oggi per manifestarsi, la debole carne.
5) Dovete raccogliervi ogni giorno, dove nessuno può disturbarvi, anche per mezz’ora, seduti più comodamente possibile, con gli occhi socchiusi e non pensare a niente.
Questo rafforza fortemente il cervello e lo Spirito e vi metterà in contatto con influenze benefiche. In questo stato di meditazione e di silenzio, arrivano spesso le idee più brillanti, che a volte, possono cambiare un’intera esistenza. Con il tempo tutti i problemi che sorgono saranno risolti vittoriosamente da una Voce Interiore che vi guiderà in questi momenti di silenzio, da soli con la vostra coscienza. Questo è il demone di cui parlava Socrate.
6) È necessario mantenere il silenzio assoluto su tutti i vostri affari personali.
Astenersi, come se si fosse fatto un giuramento solenne, dal riferire agli altri, anche al vostro più intimo, di tutto quello che pensate, ascoltate, conoscete, imparate, sospettate o scoprite; per lungo tempo almeno, si dovrebbe essere come una casa murata o un giardino recintato. È una regola della massima importanza.
7) Non temete gli uomini e non abbiate paura del domani.
Mantenete il vostro cuore forte e puro e ogni cosa andrà bene. Non pensate mai di essere soli o deboli, perché ci sono dietro di voi potenti eserciti, che non potete concepire nemmeno nei sogni. Se vi elevate nello spirito, nessun male potrà toccarvi. Il solo nemico che dovete temere siete voi stessi. La paura e la sfiducia nel futuro sono le madri funeste di tutti i fallimenti e attraggono le cattive influenze e con esse il disastro. Se studiate con attenzione le persone di buona fortuna, vedrete che, intuitivamente, esse osservano gran parte delle regole sopra enunciate.
Molti di coloro che ammassano ingenti ricchezze, è certo che non sono del tutto delle buone persone, nel senso della rettitudine, però possiedono molte di quelle virtù che sono menzionate sopra. D’altro canto, la ricchezza non è sinonimo di benedizione, potrebbe essere uno dei fattori che conduce alla felicità, per il potere che ci da per compiere grandi e nobili opere, però la benedizione più duratura può essere raggiunta solo attraverso percorsi diversi, dove non domina mai l’antico serpente della leggenda, Satana, il cui vero nome è Egoismo.
Conclusione
Non lamentatevi mai di niente, dominate i vostri sensi, fuggite sia dall’umiltà come dalla vanità. L’umiltà vi sottrae le forze e la vanità è tanto dannosa, che è come se dicessimo “peccato mortale contro lo Spirito Santo.”


Ippocrate non parla di farmaci, parla di forze naturali all’interno dell’organismo, mentre Paracelso da delle piccole dritte per essere in qualche modo equilibrati (e aggiungo io far fluire le energie).
Ricordiamoci che quando c’è un blocco di energia si crea il danno, ogni sintomo è un messaggio e ogni organo è connesso ad un meridiano energetico e si può dire in termini ancora più semplici è connesso ad un trauma o blocco emotivo. Quindi siamo noi i creatori del nostro stato di salute con i nostri pensieri! Finisco con il citare l’amatissimo Bruce Lee: “Be water my friend”, fluire è la parola magica!

giovedì 26 febbraio 2015

La storiella della rana bollita

Se si mette una rana in una pentola di acqua bollente essa salterà subito fuori. Ma se invece si mette la rana in una pentola con acqua a temperatura ambiente essa rimarrà ferma e tranquilla.
Se si accende un fuoco sotto la pentola e si alza in modo molto graduale e gentile, la rana non si accorgerà del cambiamento, anzi inizialmente la temperatura tiepida potrà anche piacerle magari. Più l'acqua diventa calda e meno la rana sarà in grado di reagire finendo con il rimanere bollita.

Questa storia mi ha fatto riflettere su quanto i cambiamenti poco radicali e graduali possano produrre una sorta di assuefazione e adattamento. Ma non sempre sono favorevoli alla nostra evoluzione.
Ma soprattutto penso a tutte le volte in cui ci si lamenta di una situazione e non si fa nulla per cambiarla. Stiamo bollendo, non ci piace, ce ne rendiamo conto ma non abbiamo le forze per cambiare la situazione.
Siamo sicuri?
Spesso e volentieri abbiamo gli strumenti, li abbiamo tutti per poter iniziare ad avviare un cambiamento, ma finiamo con l'ascoltare la mente, che limita e che preferisce rimanere a bollire.



Come poter fare quindi?

Guardare le cose con occhi diversi e da punti di vista diversi.
Seguire le intuizioni, i messaggi dell'anima.
Provare a mettere in pratica tutto e di più.
Credere in noi stessi, nei nostri talenti e possibilità.
Osservare le emozioni, le lampadine di allarme per i pensieri creatori, senza identificarsi con essi.
Agire in modo presente e pieni di amore, di modo che l’amore verrà nella nostra vita con la medesima intensità alla quale vibriamo noi.

Questo ci porterà ad anticipare gli eventi, a capire dove siamo e a saltare.
Saltare vuol dire cambiare, questo fa paura solo alla mente.
Ma cambiare equivale in qualche modo ad evolvere e questo fa bene allo spirito.

Vi auguro con tutto il cuore di avere quella spinta per il cambiamento e per l’evoluzione.
Poiché ci meritiamo tutti di poter essere dei bei ranocchi splendenti e saltellanti.